Allergie: colpiti 4 bambini su 10, la pelle è l’organo più interessato dai sintomi

19 marzo 2021 – Le allergie nei giovanissimi stanno assumendo le dimensioni di una vera e propria epidemia. E’ questo l’allarme lanciato dalla Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP).

“Nei bambini al di sotto dei 14 anni ci attestiamo ormai su percentuali che vanno dal 30 al 40% – afferma Gianluigi Marseglia, Presidente SIAIP e Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Pavia -. Ciò significa che ci troviamo di fronte a un gran numero di malattie in quanto le patologie allergiche hanno un’espressività clinica molto variegata. Per esempio, nel bambino i sintomi interessano principalmente la pelle: la prima manifestazione di un’alterata risposta del sistema immunitario nei confronti di sostanze estranee, infatti, è la dermatite atopica, una malattia che si esprime particolarmente nei primi anni di vita. Col passare degli anni si rendono più evidenti altre manifestazioni, soprattutto a carico dell’apparato respiratorio, come la rinite allergica e l’asma”.

Una condizione, l’allergia, che si mantiene per tutta la vita con diverse manifestazioni cliniche, anche se non è possibile prevederne l’espressività clinica, cioè la gravità dei sintomi che la patologia potrà determinare. Ma quali sono le ragioni di questa epidemia? “Dobbiamo considerare diversi fattori. Il primo è rappresentato dalla predisposizione genetica che però, per definizione, è modulata dall’ambiente. In altre parole – continua Marseglia – se un individuo predisposto geneticamente vive in un ambiente in cui il contatto con sostanze estranee potenzialmente in grado di indurre l’allergia è scarso, il rischio che queste sostanze incidano sulla genetica è molto basso. Se viceversa il contatto con sostanze che favoriscono lo sviluppo di allergie è elevato, il rischio aumenta. Quando parliamo di queste sostanze estranee non ci riferiamo esclusivamente agli allergeni, ma anche a situazioni che in modo indiretto modulano la predisposizione genetica, come per esempio l’inquinamento ambientale. Il rapporto fra genetica e ambiente è molto importante e spiega perché l’epidemia di malattie allergiche non ha il medesimo impatto nelle varie parti del mondo. Così, se nei Paesi occidentali viaggiamo verso il 50% di allergici sotto i 14 anni, in altre aree, per esempio in Africa, le percentuali sono molto più basse”.

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