Caldo: da OMS alert su radiazioni Uv, ‘limitare esposizione al sole dalle 10 alle 16’

30 giugno 2026 – L’aumento dei casi di cancro della pelle “registrato negli ultimi decenni è strettamente legato a una maggiore esposizione al sole durante le attività all’aperto e all’uso di fonti artificiali di radiazioni Uv, come lampade e lettini abbronzanti. L’eccessiva esposizione è inoltre la causa di effetti dannosi per gli occhi e il sistema immunitario. Adottare alcune semplici precauzioni può ridurre notevolmente il rischio di queste problematiche, secondo un focus dell’Oms che suggerisce alcuni comportamenti. Limitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata (dalle 10 alle 16), in particolare quando l’indice Uv è elevato. Quando i raggi Uv sono più intensi ed è necessario stare all’aperto, cercare l’ombra e indossare indumenti protettivi, compreso un cappello a tesa larga che protegga dal sole la testa, il viso e il collo. Utilizzare una protezione solare ad ampio spettro con un Spf di almeno 15 (preferibilmente superiore) e riapplicarla ogni 2 ore. Evitare lampade e centri per l’abbronzatura artificiale, poiché è noto che danneggiano la pelle e gli occhi”.

La radiazione ultravioletta (Uv) copre l’intervallo di lunghezze d’onda “compreso tra 100 e 400 nm, è caratterizzata da una frequenza più elevata e una lunghezza d’onda inferiore rispetto alla luce visibile. La radiazione Uv proviene naturalmente dal sole, ma può anche essere generata da fonti artificiali utilizzate in ambito industriale, commerciale e ricreativo – ricordano gli esperti dell’Oms – La regione Uv comprende l’intervallo di lunghezze d’onda tra 100 e 400 nm ed è suddivisa in tre bande: Uva (315-400 nm), Uvb (280-315 nm) e Uvc (100-280 nm). Mentre la luce solare attraversa l’atmosfera, l’intera radiazione Uvc e circa il 90% della radiazione Uvb vengono assorbite da ozono, vapore acqueo, ossigeno e anidride carbonica. La radiazione Uva risente in misura minore dell’interazione con l’atmosfera. Di conseguenza, la radiazione Uv che raggiunge la superficie terrestre è costituita prevalentemente da Uva, con una ridotta componente di Uvb. La riduzione dello strato di ozono causata dall’inquinamento di origine antropica comporta un aumento della quantità di Uva e Uvb che raggiunge la superficie. Ciò – concludono gli esperti – può avere ripercussioni sulla salute umana, sugli animali, sugli organismi marini e sulla vegetazione. Negli esseri umani, una maggiore esposizione ai raggi Uv può causare tumori della pelle, cataratta e danni al sistema immunitario”.

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