La futura lotta al melanoma col trapianto del microbiota
16 febbraio 2021 – Modificando i “batteri buoni” dell’intestino dei pazienti affetti da melanoma in stadio avanzato, si ottiene una maggior risposta all’immunoterapia, che ad oggi invece ha un tasso di fallimento del 40% su questa tipologia di tumori. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, è tra i primi ad essere condotto su esseri umani e vede la firma dell’Hillman Cancer Center dell’Università di Pittsburgh e del National Cancer Institute degli Stati Uniti. I ricercatori hanno somministrato trapianti di microbiota fecale e immunoterapia anti-Pd-1 a pazienti che non avevano risposto a nessuna delle terapie a oggi disponibili, monitorandone i risultati clinici e immunologici. In parallelo, hanno analizzato campioni di microbioma per capire perché la procedura sembra aumentare la loro risposta all’immunoterapia. “Il trapianto di microbiota fecale è un mezzo per raggiungere l’obiettivo”, spiega il co-autore dello studio, Diwakar Davar.
“Sappiamo che la composizione del microbiota intestinale può modificare la risposta dell’organismo all’immunoterapia – aggiunge – Ci sono circa 100 trilioni di batteri intestinali e 200 volte più geni batterici nel microbioma di un individuo che in tutte le sue cellule messe insieme”. Sono stati raccolti campioni fecali da pazienti che avevano risposto particolarmente bene all’immunoterapia anti-PD-1, testandoli per gli agenti patogeni infettivi prima di somministrare i campioni (attraverso colonscopia) a pazienti con melanoma avanzato, che invece non avevano mai risposto all’immunoterapia. Ai pazienti è stato poi dato il farmaco anti-Pd-1 pembrolizumab. E ha funzionato: su 15 persone, sei hanno mostrato una riduzione del tumore o una stabilizzazione della malattia per oltre un anno.