L’esperienza di un’infettivologa in prima linea durante l’inizio della pandemia

25 febbraio 2021 – Pubblichiamo un estratto dell’intervista che abbiamo realizzato con la prof.ssa Gloria Taliani, Ordinario di Malattie Infettive alla Sapienza Università di Roma e Direttore della Clinica di Malattie Infettive al Policlinico Umberto I. La docente, durante la prima fase della pandemia, ha lavorato in un ospedale emiliano.

Professoressa come e quando ha deciso di recarsi a Piacenza?
La mia avventura è iniziata a fine marzo del 2020 e quindi nel momento peggiore della prima ondata della pandemia. La Protezione Civile aveva avviato una call per tutti i medici e infermieri interessati a partecipare ad un’azione di supporto nelle aree del nostro Paese più interessate dal Covid-19. Ho deciso così di voler dare un mio contributo.

Come mai ha sentito questa esigenza?
All’inizio della pandemia, anche a causa della scarsità di mezzi protettivi, molti operatori sanitari si sono ammalati. Altri purtroppo sono deceduti. Ho sentito quindi il dovere di aiutare i miei colleghi oltre che ovviamente le persone colpite da questo terribile virus.

In che condizioni erano i pazienti che dovevate assistere negli ospedali emiliani?
Il malato di Covid è una persona estremamente spaventa perché consapevole di avere a che fare con una malattia che può essere mortale. E’ terrorizzato dal rischio di arrivare all’estremo della patologia senza che vi sia un vero ed efficacie rimedio. E’ una sensazione che ho letto negli occhi di molte persone che ho assistito. Inoltre il paziente sa di essere pericoloso anche per gli altri e quindi patisce l’isolamento fisico e affettivo.

Professoressa quali difficoltà ha incontrato nel gestire i pazienti?
E’ un’esperienza incredibile per il personale medico-sanitario che non fa normalmente attività di rianimazione venire catapultati in quel genere di realtà. E’ stato necessaria una forte, faticosa e difficile capacità d’adattamento. Ho però avuto la fortuna di lavorare in una struttura sanitaria molto organizzata ed efficiente. Siamo stati in grado di erogare un’assistenza di ottimo livello nonostante l’enorme richiesta di cure.

Piacenza è stata una delle città più colpite dalla prima ondata delle primavera del 2020?
Sì certamente lo dimostrano chiaramente i dati raccolti in quelle settimane. La sanità dell’Emilia Romagna è da sempre una delle migliori d’Italia. Ha saputo gestire l’emergenza anche grazie alla tenacia e alla dedizione degli operatori sanitari. In reparto durante quei giorni molto difficili non ho mai sentito nessuno dei miei colleghi lamentarsi per gli alti ritmi di lavoro. E’ una cosa che mi ha riempito d’orgoglio sia come cittadina italiana che come medico.

 

 

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